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lunedì 10 dicembre 2012

Pensavo che...E invece...

Amore mio, Claudia l'altra sera mi ha detto chiaramente che vi devo parlare di questa situazione.
"Rosà, devi farlo, e devi farlo tu. Non tanto a Ginevra quanto ad Andrea che è più grande. Non pensare che non sia in grado di capire ma forse comprenderebbe molti atteggiamenti. Se ci arriva da solo poi è peggio".
"Ma come cacchio glielo dico?? Non penso di essere in grado di parlargliene adesso".
Ed è così. Non ci riesco.
Oggi ci ho provato, ho colto un'occasione e ci ho provato.
"Amore, com'è andato il tema?"
"Capirai mamma, senti che traccia: racconta la cosa più brutta e quella più bella che ti è successa nella vita. E l'altra era sull'amicizia. Io ho fatto questa. Della prima non sapevo che scrivere."
"Beh, la cosa più bella che ti è successa è stata la nascita di tua sorella".
"Seeeee...vabbè..."
"Non dire così!! Tu eri felicissimo quando è nata. Ti ricordi quel giorno?"
"Si, ricordo. E poi l'altra parte? A me non è successo mai niente di brutto nella vita".

Mò glielo dico...mò glielo dico...mò glielo dico....
"Beh, potrebbe succederti che io e papà ci separiamo..."
Mi hai guardato con una faccia così seria che mi si è stretto lo stomaco.
"Ammazza mamma...sei ottimista..."
E qui l'errore: ho ritrattato.
"Non è vero che ci separiamo, ma non è un buon periodo tra me e papà. L'avevi capito?"
"Si, certo. Te strilli sempre, lui di più".
Mi son sentita assalita da uno strano istinto di difesa.
Verso di te.
Come mi succede sempre con quelli che amo.
Inutile, proprio non riesco a fare del male, di nessun tipo e, se ne faccio inconsapevolmente, poi ci sto malissimo.

Inutile dirti che la cosa più bella che mi è successa nella vita siete voi.

La cosa più brutta?
Pensavo che guardarti così serio in viso e sapere che sarei andata contro tutti i miei principii per te, fosse la cosa più brutta capitatami.
E avrei fatto qualsiasi cosa per non doverti neanche immaginare un solo istante della tua vita con quell'espressione e per colpa mia.

E invece ora so che la cosa peggiore sarà dover parlare ai miei figli!

Ro.




giovedì 17 maggio 2012

Com'è strana la vita....

Cazzarola se è strana!
Tu sei lì che ci perdi il sonno per trovare una qualsiasi soluzione, un modo per stare bene e per non far soffrire nessuno, e poi ecco che all'improvviso scopri che la soluzione di tutto potrebbe essere proprio lì di fronte ai tuoi occhi. 
E tu non ci avevi neanche pensato e tanto meno sperato!
E dire che, inconsapevolmente, forse anch'io mi ero data il primo settembre come "scadenza", o comunque giù di lì...
Se riesco a fare questa cosa, se tutto si incastra, davvero potrebbe essere l'inizio di un qualcosa che faccio solo per me e i miei figli non avrebbero forti contraccolpi.
Spero...
Caro blog, spero...

martedì 6 marzo 2012

R-R-Relax...totale!



Non ho molta voglia di scrivere ma ci sono delle cose che voglio ricordare e devo farlo a modo mio.

lunedì 5 marzo 2012

Vita...in te ci credo!


E nonostante tutti gli "è colpa tua" dell'ultimo mese, nonostante oggi abbiano dovuto ributtare giù la muratura fatta da "un folle", la mia giornata è azzurra come la stanza appena finita di mio figlio in cui mi commuovo a vederlo giocare, studiare e ridere.
Si vita...in te ci credo eccome!


sabato 26 novembre 2011

Lazio-Juventus. Tribuna Montemario

150 euro in due.
Se non avessi visto i biglietti con i miei occhi mai avrei creduto che avrebbe speso una cifra simile per una partita.
Neanche se la Juve è la sua squadra del cuore e neanche se il figlio moriva dalla voglia di  andare allo stadio con il papà.
Non puoi dirmi "Si, ce lo porto; i soldi non sono un problema" e poi tornare a casa senza biglietti.
Ma come si fa a ripensarci??
Sfido io che quando torni a casa e gli dici "amore, papà non li ha trovati" ti senti un verme di fronte a quel visetto triste che ci sperava in una serata allo stadio con te.
E sfido io che ti fai la doccia e corri a comprarli.
Io avrei pagato qualsiasi cifra pur di vedere questa faccetta felice!


Possibile che neanche l'aver "visto in faccia la morte" (testuali parole sue) ieri mattina, ti smuova di un millimetro?
A che cacchio ti serve fare la formichina e startene per i fatti tuoi anche dopo che hai toccato con mano che basta un attimo e non ci sei più?
Svegliati una buona volta! Vuoi viverle le nostre vite o le vuoi solo sfiorare??

Ecco, oggi gli ho detto più o meno queste cose, ma non riesco a farglielo capire che la vita è adesso.
Quello che conta per me è che quel ragazzino in questo momento è tutto felice di godersi una partita col papà e so che ricorderà per sempre QUESTA partita, a prescindere dal fatto che ce ne saranno altre oppure no.

Ps: ieri mattina ha avuto un altro incidente con lo scooter ma me lo ha detto molte ore dopo. Troppe ore dopo. E' spaventato. Lo scooter ha un bel danno sul fianco sinistro e anche l'auto che lo ha preso in pieno è danneggiata; le è persino volata via la targa. L'auto che sopraggiungeva dietro di lui l'ha solo sfiorato. E nessuno tra i presenti ha capito come cacchio ha fatto a restare con lo scooter in piedi, com'è possibile che con una botta simile a sinistra non sia caduto a terra sulla destra.
Mi ha detto: "Per un istante mi sono visto sull'asfalto sotto le ruote della macchina che avevo dietro di me. Ci ho messo un pò a realizzare che ero ancora in piedi e vivo. Mi sento davvero "miracolato".
Meno male che son fatalista, un'altra potrebbe pensare che non c'è due senza tre e aver paura.
Ma che senso ha aver paura a priori? Io so che lui guida piano e con prudenza, ma tutta la prudenza del mondo non serve a niente se è giunto "il tuo momento".
E dire che proprio ieri, in quegli stessi momenti in cui lui ha rischiato, io ero in ospedale a ritirargli le lastre del precedente incidente di poco tempo fa.
Me lo aveva chiesto come favore prima di uscire di casa.

C: "Ehi, mi fai un favore? Le ritiri tu le lastre? Ti firmo la delega."
R: "Nessun problema".
E queste sarebbero potute essere le ultime parole tra noi...
E' che non ci si pensa...

Che cacchio di post che mi è toccato scrivere! Ma come potevo non scriverlo?
Ho dovuto.

lunedì 18 aprile 2011

Vivere

@ Ser Errante: questo post è per rispondere al tuo ultimo commento. Visto che da un pò non riesco a scrivere più niente, approfitto di questa occasione.
Permettimi di dissentire sul tuo punto A. "Non c'è nessun treno da prendere", dici.
Lasciaci l'illusione che ci sia.
Per donne come me e come Martina, e come chissà quante altre che stanno male come noi, ma lo fanno "in silenzio", pensare che ci sia ancora un treno vuol dire SPERANZA!
E non parlo della speranza di un nuovo amore, sia chiaro, anche se a Martina lo auguro vivamente, perchè penso che la vita debba essere magnanima prima con chi non ha avuto o ha avuto poco e solo dopo con chi ha avuto e perso.
Purtroppo l'amore viene e va quando e come vuole lui, noi non possiamo farci un bel niente.
Alla mia età lo so bene che Godot non arriverà mai, inutile aspettarlo!
Penso che l'amore sia una chimera, che ci sfiora ma non ci afferra, e se anche lo fa dopo un pò ci lascia andare...difficile quantificare dopo quanto: può essere un giorno, mesi... più spesso, se si è fortunati, anni...
Nessuna di noi sta dunque ferma in stazione ad aspettare che un treno passi, ma quel treno a cui si pensa è una speranza di una possibilità che le cose possano cambiare in meglio...che noi stesse troviamo la forza e la voglia di cambiarle, in qualsiasi modo.
Ci vuole tempo ma si può!
E io che stupidamente pensavo di aver tutto "sotto controllo"
quando scrissi questo post.
Il peggio doveva ancora arrivare.

Di fondo non sono una che si lascia abbattere facilmente, ma ci sono dei giorni, delle situazioni, o a volte dei pensieri che mi buttano giù e mi impediscono di passare oltre. Poi passano, io li faccio passare, ma ciò non toglie che restino delle cicatrici. Se non si può avere ciò che vogliamo, si deve comunque andare avanti.
ES MUSS SEIN!
Ma io sono una testarda, purtroppo per me, e quando mi metto in testa che voglio qualcosa, devo averla.
Faccio tutto ciò che mi è possibile per averla. Ma ci sono scelte che non posso fare da sola.

Oggi mi è difficile stabilire ciò che voglio-ciò che posso-ciò che devo!
Di una sola cosa sono certa: che non voglio cambiare Me per compiacere nessuno!
Non lo voglio più fare.
E tempo fa ho scritto questo per ricordarmelo:

"Ama come puoi, ma lasciati amare come sei...sempre..."

Su tutto il resto hai ragione: come dice anche Vasco, si deve sempre e comunque VIVERE!

sabato 29 gennaio 2011

Piccole verità...

Ieri c'é stato il funerale di un caro amico di Idem.
Io non lo conoscevo, ma lui me ne ha sempre parlato come di una brava persona, divertente, simpatico e tutto dedito alla famiglia. Aveva solo 47 anni...lascia la moglie e due figli. Una vita semplice.
Si è ammalato un anno fa e non ce l'ha fatta.

A volte penso che la vita vada davvero vissuta godendo solo dei piccoli istanti che ci fanno star bene.
Anche perchè la vita, presa nella sua totalità, a volte non da tregua.
So che è difficile farlo, ma bisognerebbe sforzarsi di provarci, perchè nessuno di noi può permettersi di dire "comunque vada"...domani potremmo non esserci "per farlo andare"...qualunque cosa sia...
La verità è che non ci pensiamo mai...perchè dovremmo??  Ci rattristerebbe...

Io avevo inziato una personale pseudo-rubrica che avevo chiamato "Piccoli momenti di felicità" (Pmdf)...
Poi ho smesso di appuntarli, non perchè non ne abbia più avuti, ma perchè la visione d'insieme ha preso il sopravvento...
Credo che la riprenderò....

Non so perchè adesso mi vengono in mente alcune frasi di Coelho...forse non è il post adatto...
Va bè...le cerco e le pubblico!

Coelho insegna:
...e a me piacerebbe imparare!

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

venerdì 21 gennaio 2011

Anta.....

Il mio bellissimo papà diceva sempre:

"La vita comincia a 40 anni"

La mia, un anno dopo:
- Prima vera crisi matrimoniale.
- Prima capsula ai denti.
- Prima tintura ai capelli.
- Primo blog ( e ultimo...).
- Prime amicizie "in rete".
- E poi....?

Basterà come inizio?......
Chissà a cosa si riferiva il mio papà........

In realtà non ho mai creduto molto che questa frase fosse vera, almeno non per me.
Credo che la vita di ognuno inizi quando si ha la maturità di scegliere un percorso da seguire...
anche se a volte ci capita di trovare degli ostacoli che sembrano insormontabili...
Per quanto si cerchi di superarli...da soli non ce la si fa....bisogna essere almeno in due.
Un nuovo inizio, per me, presuppone un lasciarsi tutto alle spalle e credo che nessuno sia veramente disposto a lasciare tutto ciò che è stato dietro di sè...
Il nostro vissuto fa, e farà, sempre parte di noi.
Si può però scegliere di vivere e di viversi in modo nuovo...più rilassato e più consapevole di sè....
Si può scegliere di regalarsi un giorno di serenità...1000 minuti di felicità o una vita di pacatezza.
Ciò che conta è che ognuno di noi sia consapevole di ciò che vuole e del significato che queste tre parole hanno per sè stessi...

Cosa scelgo io?
1000 min di felicità!! Perchè penso che nella vita è già difficile averne 100...
E voi? Cosa scegliete?